Quando si parla di comunicazione non si può non parlare dei diversi stili comunicativi esistenti. Per stili comunicativi si intende l’insieme dei comportamenti che caratterizzano la comunicazione interpersonale sul piano verbale e non verbale; solitamente si parla di stile passivo, stile aggressivo e stile assertivo.
Ognuno di noi usa prevalentemente uno di questi stili nella sua comunicazione quotidiana, sebbene possa capitare di usare uno stile diverso in base alla situazione e al nostro stato psicologico.
Bisogna specificare che nessuna persona deve essere etichettata come passiva o aggressiva. Piuttosto, parliamo di persone con dei comportamenti che sono passivi o aggressivi. Si può ragionare su una prevalenza di certi comportamenti ma non si può giudicare qualcuno basandosi sul suo stile comunicativo.
Vediamo di seguito le caratteristiche dei diversi stili comunicativi.
Lo stile passivo

Chi ha uno stile passivo ritiene gli altri migliori di sé e ne teme il giudizio. Evita ogni tipo di conflitto e cerca l’approvazione altrui scegliendo di non esprimere le proprie opinioni, di non fare richieste o di non partecipare alle attività. Tende a inibire le proprie emozioni (rabbia, affetto, scontentezza, gioia, amore…) a causa di imbarazzo e ansia, e chiede scusa anche quando non è necessario. Questo fa sì che difficilmente riesca a soddisfare i propri bisogni e desideri, e che a lungo andare provi rabbia repressa, sensi di colpa, paura, tristezza, ansia, frustrazione e solitudine. È frequente che individui con questo stile comunicativo abbiano difficoltà ad instaurare rapporti con gli altri, ad accettare un complimento senza sminuirlo e che abbiano una profonda mancanza di autostima.
Lo stile aggressivo

Il comportamento aggressivo è tipico di chi vuole soddisfare unicamente i propri bisogni e lo fa imponendo le proprie idee agli altri, generando paura o aggressività nel prossimo e ostacolando la comunicazione. Chi ha uno stile aggressivo ritiene di essere sempre nel giusto, incolpa gli altri dei propri errori ed è estremamente competitivo e irremovibile rispetto alle proprie posizioni.
Le persone che hanno a che fare con un interlocutore aggressivo possono spesso sentirsi svalutate e non considerate o addirittura a disagio e offese dalle sue parole e dalle sue azioni violente. Di conseguenza, chi utilizza questo stile comunicativo si ritrova da solo, stressato e in una condizione di isolamento sociale che lo rende insoddisfatto di sé, stanco e logorato.
Lo stile assertivo

Per comportamento assertivo si intende un comportamento basato sull’onesta espressione dei propri sentimenti, bisogni, preferenze, opinioni, pensieri e critiche. Una persona assertiva sa bene cosa vuole e lo ottiene senza prevaricare l’altro e senza imbarazzo o sensi di colpa; riesce a raggiungere compromessi, comprendere ed entrare in empatia con il prossimo, oltre che a mantenere una buona opinione di sé anche nel caso gli sia impossibile raggiungere il suo obiettivo o si renda conto di non piacere a tutti.
L’assertività si esprime anche attraverso la comunicazione non verbale, mostrando interesse nell’ascoltare le persone con cui si parla, accompagnando ciò che dicono con l’espressione del viso, assumendo una postura di apertura verso l’altro ed avendo un tono di voce chiaro ed in linea con il messaggio che si sta inviando.
Tra gli stili comunicativi, quello assertivo è il migliore, perché permette di raggiungere il proprio obiettivo mantenendo l’atmosfera serena e collaborativa, di aumentare la propria autostima e di instaurare rapporti sani ed equilibrati con gli altri.
Quando si riconosce di avere una o più difficoltà comunicative è possibile chiedere un aiuto psicologico specifico. Esiste un addestramento, detto training dell’assertività, mirato a individuare le abilità che già possediamo e sviluppare quelle che, invece, sono carenti o mancanti.

Per iniziare, il mio consiglio è di ragionare sui vostri comportamenti, essere autocritici e cercare di migliorare gli aspetti disfunzionali del vostro stile per migliorare la vostra efficacia comunicativa.
Al prossimo articolo!
E ora dai un’occhiata agli altri miei articoli!
